FEU, Filiera Eventi Unita, è nata con l’obbiettivo di raccontare, in modo trasversale, tutto il comparto; dal lavoratore autonomo alla grande azienda.Una filiera che comprende tutte le imprese, le risorse e le organizzazioni che concorrono alla creazione, commercializzazione e realizzazione di un evento, senza distinzione tra evento privato, istituzionale o aziendale. Dalla piccola festa privata, al matrimonio, alle inaugurazioni, ai meeting aziendali, ai congressi, alle fiere, alle sfilate di moda, agli eventi sportivi e culturali. Una filiera che non è solo in crisi ma è, di fatto, in lockdown da marzo. Noi siamo in zona rossa dall’inizio della pandemia. Il nostro lavoro si fonda sulla convivialità la partecipazione che oggi sono demonizzate poiché rappresentano il pericolo dell’assembramento.
Le maestranze necessarie per la realizzazione di questi eventi sono facchini, camerieri, elettricisti, tecnici specializzati, artisti, grafici, musicisti… etc. etc. Sono persone! E tali professionalità sono a forte rischio di estinzione e con esse gli investimenti profusi negli anni.
Il nostro settore occupa oltre 570.000 posti di lavoro, suddivisi in almeno 25 categorie differenti:
Aziende che nonostante lavorino fianco a fianco hanno subito una disparità di trattamento dovuta ad un’ingiustificabile distinzione per codici ATECO e non una più equa ripartizione valutata dal crollo di fatturato. Un disastro che per quasi la totalità dei player è di oltre l’80% in rapporto al 2019.

I riflettori della nostra filiera sono spenti da marzo 2020, ognuno di noi teme per il proprio futuro, teme di non avere le capacità economiche per riuscire a riaccendere i motori, le cucine, i microfoni, le telecamere, i flash. Abbiamo bisogno di farci sentire con media, stampa e tutti coloro che siano capaci di dare visibilità al nostro disagio, all’emergenza in cui viviamo. Sono previste per questo scopo:

  • Campagne di sensibilizzazione Media: Web, Tv, Radio e Stampa
  • Aumento della visibilità del settore anche attraverso manifestazioni
  • Tavoli di lavoro con i rappresentanti dei gruppi parlamentari
  • Sondaggio al fine di misurare il business e il numero dei lavoratori e delle imprese della filiera
  • Sensibilizzazione dei colleghi e aziende al fine di aumentare gli iscritti a FEU
 

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Ottenere visibilità

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Richiedere equi sostegni

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Programmare la ripartenza
 

SOSTEGNI PER L’EMRGENZA
Dal mese di marzo abbiamo fatturato zero, le nostre attività si sono logorate e siamo consci che dal momento del “via libera” avremo bisogno di un minimo di 6 mesi per emettere la prima fattura. Il settore degli eventi, a differenza dei pubblici esercizi, si basa sulla pianificazione.
Un evento di medie dimensioni viene pianificato in 6/12 mesi. E anche per questo motivo non sarà possibile tornare a volume di affari pre-COVID non prima di 3 anni dalla ripartenza. Nel frattempo avremo totalmente perso liquidità, ritrovandoci nell’impossibilità di operare. Dunque, non sono sufficienti le misure di sostegno ad oggi previste.

    • Chiediamo che tutti i sostegni vengano resi disponibili per tutte le aziende della filiera, senza distinzione e a prescindere dal codice ATECO.
    • Chiediamo che vengano erogati aiuti a fondo perduto basati sulla differenza di fatturato 2019-20 o quantomeno che vengano distribuiti sulla base dei costi fissi d’impresa.
    • Serve liquidità attraverso molteplici strumenti di finanziamento con rateizzazioni a lungo termine, a 20 anni, e con un preammortamento di almeno 3. Accesso agevolato al credito a prima richiesta e con garanzia statale, per investimenti di natura pubblicitaria e per l’innovazione, a tassi sotto l’1% .
    • Chiediamo la rimodulazione dei debiti con il fisco, attraverso nuove rateizzazioni con decorrenza a partire dal 1 gennaio 2022.
    • Sospensione delle rate di mutui, leasing e prestiti fino al termine dell’emergenza.
    • Chiediamo l’equiparazione dei lavoratori autonomi e dipendenti, per i quali si richiede la proroga della CIG fino al termine dello stato di emergenza e adeguamento del sostegno fino all’80% del salario netto per gli stipendi mensili fino a 3.000,00 Euro. Per i lavoratori autonomi chiediamo l’istituzione di un reddito di emergenza equiparabile.
    • Chiediamo di stabilire un credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda pari al 100% del canone, cedibile a privati, aziende ed Enti pubblici.
      Gli Istituti di credito non avranno facoltà di diniego delle richieste.
    • Chiediamo la cancellazione delle imposte e tasse locali fino al termine dell’emergenza.
 

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Ottenere visibilità

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Richiedere equi sostegni

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Programmare la ripartenza

INCENTIVI PER LA RIPARTENZA
Per evitare la chiusura definitiva delle nostre imprese è necessario lavorare alle soluzioni di rilancio da intraprendere già oggi in prospettiva futura.
Perciò le nostre richieste non si basano esclusivamente sull’emergenza odierna, ma fondano la loro validità sui sistemi per alimentare la ripartenza.

    1. In primo luogo, è necessario restituire fiducia, entusiasmo e garanzie ai clienti. Siamo disposti a contribuire all’istituzione di un tavolo tecnico per validare un protocollo no-covid realistico e con norme attuabili.
    2. Un mercato fermo, deve essere stimolato massivamente per poter sperare in una ripartenza nel breve periodo, con incentivi per il cliente finale attraverso:
    • Significativa riduzione dell’iva al 4% per le cerimonie e gli eventi privati nel biennio 2021 – 2022.
    • Incentivare la domanda privata con la possibilità di usufruire di un credito d’imposta in misura del 50% su un massimale di spesa di 50.000,00 Euro
    • La creazione di un “superbonus” per le aziende che investono in eventi in presenza concedendo detrazioni fiscali pari al 150% dei costi sostenuti per la realizzazione di eventi promozionali.
    • Esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico delle imprese, per un periodo minimo di 12 mesi decorrenti dal termine dell’emergenza.