Dal 1° Gennaio scatta l’obbligo di pubblicare i contributi pubblici ricevuti

Ricordiamo che entro il 30/06/2021 andavano pubblicati i contributi pubblici ricevuti per l’anno 2020. Solo per quest’anno è prevista la proroga al 31/12/2021. 

Chi ha l’obbligo di pubblicizzare gli aiuti ricevuti?

  • Enti non commerciali, con riferimento all’entità delle erogazioni pubbliche da pubblicare sui propri siti internet o analoghi portali digitali entro il 30 giugno di ogni anno
  • Società cooperative (incluse le cooperative sociali)
  • Imprese soggette all’obbligo di iscrizione nel Registro delle imprese, in relazione all’entità delle erogazioni pubbliche percepite
    • Società di Capitali (Spa, Srl, Sapa);
    • Società di persone (Snc, Sas);
    • Ditte individuali esercenti attività di impresa (a prescindere dal regime contabile ed inclusi i soggetti in contabilità ordinaria, semplificata, regime dei minimi, regime forfettario)

Quali sono gli aiuti di Stato, contributi e sovvenzioni sui quali c’è l’obbligo di trasparenza e pubblicazione?

Devono essere pubblicizzati i contributi ricevuti da:
Stato; Enti locali: Regioni, Provincie, Comuni, Comunità montane e loro consorzi/associazioni; Istituzioni universitarie; Istituti autonomi case popolari; Camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni; Enti pubblici non economici, nazionali, regionali e locali; Amministrazioni e le aziende del Servizio Sanitario Nazionale (incluse le ASL); Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN); Agenzie fiscali; Società a controllo pubblico.

L’obbligo ricade sugli aiuti percepiti a titolo di:

  • sovvenzioni;
  • sussidi;
  • contributi (inclusi i contributi in conto capitale, conto esercizio e/o conto interessi);
  • vantaggi (incluse, ad esempio, le garanzie pubbliche su finanziamenti ricevuti, nonché, l’utilizzo di beni pubblici a condizioni di vantaggio rispetto ai prezzi di mercato).

Non sono oggetto di pubblicizzazione:

  • Somme percepite dai soggetti sopra elencati a fronte di prestazioni di servizio o cessione di beni
  • Vantaggi fiscali (es. crediti imposta) se rivolti alla generalità delle imprese
  • Contributi, sovvenzioni o aiuti rilevanti, la cui somma complessiva percepita nell’anno non supera 10 mila euro
  • Contributi, sovvenzioni o aiuti che risultano pubblicati sul Registro Nazionale degli Aiuti di Stato per i quali sarà sufficiente una semplice menzione

In linea generale i contributi, sovvenzioni o aiuti dovranno essere indicati secondo il principio di cassa.  Nei casi in cui non sarà possibile utilizzare tale principio farà fede l’anno di fruizione o di concessione.

Dove si possono pubblicizzare gli aiuti di stato, contributi, sovvenzioni e come avviene la pubblicazione?

  • Società di capitali: l’obbligo di pubblicizzare viene assolto in nota integrativa;
  • Soggetti diversi dalle società di capitali: l’obbligo di pubblicizzare viene assolto mediante pubblicazione sul proprio sito internet; in mancanza di proprio sito internet sul sito dell’Associazione di categoria di appartenenza entro il 30 giugno dell’anno successivo alla percezione degli aiuti.

Secondo le disposizioni normative per ogni aiuto di Stato, sovvenzione o contributo devono essere indicati:

  • Denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente
  • Denominazione del soggetto erogante
  • Somma incassata o valore del vantaggio fruito
  • Data di incasso
  • Causale (breve descrizione del tipo di vantaggio/titolo alla base dell’erogazione ricevuta)

Le imprese che hanno ricevuto aiuti di Stato e aiuti de Minimis, soggetti all’obbligo di pubblicazione nel “Registro nazionale degli aiuti di Stato” possono adempiere agli obblighi pubblicitari previsti dalla norma, semplicemente indicando l’esistenza di tali aiuti, senza il bisogno di fornire informazioni dettagliate. (es..la società ha ricevuto nel corso del 2020 aiuti di stato pubblicati sul RNA sezione Trasparenza).

 Le sanzioni

Si ricorda che la norma prevede, a partire dal 1° gennaio 2020, a carico di coloro che violano l’obbligo di pubblicazione:

  • Sanzione amministrativa pecuniaria pari “all’uno per cento degli importi ricevuti con un importo minimo di 2.000 euro”
  • Sanzione accessoria di adempiere all’obbligo di pubblicazione.

Nel caso in cui il trasgressore non proceda alla pubblicazione ed al pagamento della sanzione pecuniaria entro 90 giorni dalla contestazione, scatterà la sanzione aggiuntiva che consiste nella restituzione integrale dei contributi e degli aiuti ricevuti.

Inoltre, abbiamo sottoposto alcuni quesiti ai commercialisti che collaborano con FEU

Dove è necessario pubblicare i contributi?

I contributi vanno pubblicati nella nota integrativa del bilancio.

Le ditte individuali hanno l’obbligo di pubblicazione?

Le società, le ditte individuali iscritte alla camera di commercio e le società di persone che non hanno l’obbligo di pubblicazione del bilancio della camera di commercio, lo devono pubblicare nei propri siti. Mentre per le società di capitale SRL, se non lo hanno inserito nei propri bilanci depositati nel 2020, lo dovranno inserire nei propri siti.

Altre comunicazioni da inserire?

Entro il 31/12/2021 c’è un’altra comunicazione: quella di comunicare i contributi relativi alla formazione, 4.0, ricerca e sviluppo etc… Si tratta di un adempimento in più non obbligatorio solo a fini statistici.