Leggiamo sconcertati in queste ore il comunicato stampa della Presidenza del Consiglio secondo il quale la riapertura degli eventi privati (matrimoni e ricevimenti) è condizionata dal possesso del “Green Pass” da parte dei partecipanti. https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-19/16872

Sono molte le riaperture decise dalla “Cabina di Regia” assieme al Consiglio dei ministri: Ristoranti al chiuso, Piscine e palestre, Teatri, Cinema, Centri Commerciali, Bingo e Sale gioco, Stadi e Parchi Tematici, oltre ai ricevimenti.

Eppure, l’unica attività a dover richiedere ai propri ospiti il famigerato pass sono esclusivamente quelle legate agli eventi.Un ulteriore segno dell’indifferenza che le Istituzioni e tutte le parti politiche di maggioranza, nutrono nei confronti dell’event industry, unico settore che dovrà sperimentare la ripartenza delle attività adottando questo requisito, quasi come fosse una penalità.

Allora perché questa scelta non è stata fatta mesi fa (come per il settore cinematografico) evitando il tracollo delle nostre imprese?

E l’adozione di questa procedura garantirà la riapertura definitiva del settore? O saremo ancora costretti a non poter programmare le nostre attività a causa di eventuali oscillazioni dell’indice di contagio del virus?

Gli operatori del settore oggi non solo si sentono danneggiati da questa scelta iniqua e superficiale ma, per di più, si sentono colpevolizzati come se le proprie imprese fossero IL PROBLEMA.

Continua perciò l’accanimento nei confronti delle nostre aziende che, portate allo sfinimento, accettano anche norme senza senso pur di riaprire. Ma a decifrare bene la ratio di questa scelta di Palazzo Chigi un senso esiste: Riaprire ed evitare ulteriori sostegni.

FEU lotterà anche per questo.
Non c’è più tempo.